Storace: i servi devono approfittare di ogni possibilità che le è data.

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Storace: i servi devono approfittare di ogni possibilità che le è data.

Messaggio  Admin il Ven 27 Mag 2016, 23:13


Nell’ottobre 2014  avevamo espresso la nostra sincera solidarietà al Camerata Storace, ritenendo la condanna per vilipendio all’allora presidente della repubblica G. Napolitano, inflittagli  dalla quinta sezione penale del Tribunale di Roma un atto persecutorio.

Da allora acqua sotto i ponti né passata tanta,  tant’è che, oggi ritroviamo il Combattente di ieri  sulla stessa linea del Traditore Fini-to in un (non) progetto che prevede l’autosostentamento politico al di fuori da ogni principio ideologico ed identitario, per questo riteniamo ingiustificato l’atteggiamento assunto da Storace per quanto attiene quel primo atto di condanna.

Se non si è investiti dall’ipocrisia, per un Fascista è giusto evitare ogni dialogo con i sostenitori di questo regime, lasciando friggere nel loro inefficiente ordine giudiziario gli inutili esseri che in esso si alimentano. Ma Storace da tempo ha svenduto le sue ormai scomode convinzioni e con esse  i tanti Camerati che in tutta Italia  avevano creduto in lui. Per questo l’annuncio della sua rinuncia alla prescrizione nel giudizio che lo vede imputato nel procedimento d’appello per vilipendio dell’ex Capo dello Stato, non lo gratifica anzi ci permette di additarlo alla nostra comunità per questo ulteriore atto di ipocrisia compiuto per motivi di opportunità e non certo di contrasto, a questa falsa “democrazia” incapace di portare a giudizio la più afferrata delinquenza sia essa  spicciola che organizzata, ma  sempre pronta a processare e condannare i giovani Fascisti che alzano il braccio al cielo.

La persecuzione che stava subendo Storace (consigliere comunale e regionale, Deputato, Senatore, Presidente della regione Lazio, Ministro della Salute) era pari a quella di un qualsiasi  militante Fascista,  persecuzione alla quale i sostenitori di questo sistema politico non rinunceranno mai, in quanto vivono nella paura, per la fierezza che i militanti Fascisti sanno dimostrare.

Fierezza che da tempo è venuta meno a Storace, per questo riteniamo ipocrita la sua rinuncia alla sopravenuta prescrizione, solo un Fascista fermamente convito ha il dovere di rinunciare alla prescrizione accentando  la condanna, ma al tempo stesso denunciando al Popolo italiano l’incapacità di questo regime a garantire, loro,  anche nei procedimenti  giudiziari, dove il fallimento di questa falsa democrazia risulta essere sempre  più marcato.  

È inutile quanto dice Storace, “Mercoledì 1 giugno sarò ancora a processo, in appello, perché, come pochi sanno, dato che l’informazione non informa, io ho rinunciato alla prescrizione perché voglio guardare in faccia i miei giudici e voglio capire se in Italia si può ancora rischiare la galera per dire al presidente della Repubblica che sta governando male la sua Istituzione, la sta gestendo con faziosità. Tutti – ha aggiunto – lo sanno: Napolitano è stato fazioso. Io l’ho detto e loro vorrebbero la galera»”, per aver ormai perso tutta la sua credibilità.

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