25 luglio 1943 – 25 luglio 2016

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25 luglio 1943 – 25 luglio 2016

Messaggio  Admin il Ven 22 Lug 2016, 21:35


Dopo 73anni la notte dei Traditori continua. In questa falsa “democrazia” parlano i fatti, il Popolo italiano continua ad essere costretto ad ascoltare e a leggere commenti faziosi e giudizi partitici manipolati che mirano a nascondere e fare dimenticare la verità sulla attività politico – economico - culturali del governo Fascista.

Purtroppo per loro il tentativo di nascondere la verità, attraverso la repressione (vedi le leggi Scelba e Mancino), non pare possa avere ancora successo.

Per questo portiamo alla memoria, soprattutto delle giovani generazioni e a coloro - sono tanti - cui in questi 73anni sono stati sottratti gli strumenti della conoscenza, necessari per giudicare con serenità l’attività del governo Fascista. Affinché dalla menzogna dei tanti sappiano discernere la verità raccontata, al momento, da pochi perseguitati.  

E’ necessario cacciare sionisti e occupanti anglo-americani, per questo la nostra fiducia va alle nuove generazioni, le sole che possono creare la Nuova Italia, riportandola grande nel gioco delle nazioni.  

Se la storia del governo Fascista ebbe inizio, si deve alla viltà di un monarca da una parte e dalla determinazione di incorruttibili Fascisti dall’altra.  
Tutto ebbe inizio con la marcia su Roma mossa dalle Camice Nere riunite in congresso a Napoli. L’innominabile monarca, non volle ratificare il proclama sullo stato d’assedio presentatogli dall’allora presidente del Consiglio Luigi Facta, rifiuto cui fece seguito l’invito a Benito Mussolini di recarsi a Roma, al cospetto dell’infame monarca  per conferirle l’incarico di formare quello che fu il primo governo Mussolini.

L’arrivo al governo di Mussolini, portò alla fine della rivoluzione Fascista, giacché Mussolini e il Fascisti si sottoposero alla costituzione Albertina, e al vile monarca, il quale restava onnipotente, cui oltre alla nomina dei componenti del senato, competeva la firma di ratifica di tutti i provvedimenti assunti dal governo (leggi sulla razza e dichiarazione di guerra comprese), un monarca vile, incapace di agire alla  luce del sole.

Un cospiratore, che utilizzo i suoi servi presenti nel Gran Consiglio del Fascismo (un organo costituzionale dalle funzioni consultive, composto in parte di membri di diritto – Ministri incarica, e Presidenti di Camera e Senato - e, da membri designati per specifiche qualità e benemerenze), per lo più approfittatori ai quali nulla interessava dell’Italia e ancor più delle sorti del governo Fascista.

Quando l’Italia fu risucchiata nel vortice della Seconda Guerra Mondiale nessuno aveva previsto le sue gigantesche proporzioni, non era immaginabile che il conflitto condotto da un uomo essenzialmente di pace, avrebbe assorbito ogni capacità della nazione. Mussolini, è indubbio, amava la sua terra ed il suo popolo oltre ogni dire.

Il tradimento aveva avuto inizio con lo scoccare della dichiarazione di guerra, i generali a servizio della monarchia odiavano il Capo del Fascismo, e ancor prima della dichiarazione si erano posti a servizio degli anglo-americani. Per questo il paese divenne uno strano organismo in cui solo i combattenti e i fedeli alla nazione e alla patria andavano sacrificandosi mentre alle loro spalle prevalevano in misura sempre più vasta e preoccupante gli interessi personali, gli egoismi, il disfattismo, l’incapacità, il tradimento.
Tutto andava e non poteva essere altrimenti a favore del nemico.

Mentre Mussolini s’isola e si consuma nel dolore, il re cospirava lasciando fare ai <>. Vecchi presidenti del consiglio e vecchi generali, premevano per togliere di mezzo Mussolini, e ottenere l’armistizio, proponendo addirittura di passare nel campo degli alleati, mutare fronte andare dal nemico.

Per liquidare il fascismo si pensava esclusivamente ai generali, all’esercito. Anche perché i traditori antifascisti, vigliaccamente, occultandosi erano del tutto inesistenti come forza d’opposizione.

Il colpo di stato in Italia veniva sollecitato dagli anglo-americani i quali avevano da qualche tempo costanti contatti, con il generale Vittorio Ambrosio che, allo scopo, il 10 febbraio 1943 fu nominato capo di Stato Maggiore generale, e con l’ambasciatore Dino Alfieri, questi due traditori, al pari del monarca, si erano dati un solo scopo assoggettare l’Italia all’esercito alleato.
Sollecitano più volte Mussolini ad abbandonare l’alleato germanico, Mussolini rispose testualmente: <I primi di luglio 1943 i piani erano pronti, le trattative con gli anglo-americani erano state intavolate, si doveva terrorizzare il popolo italiano, allo scopo il 19 luglio 1943 gli alleati, – incontrastati - sorvolano Roma e bombardano il quartiere di San Lorenzo, causando 1.500 morti e 4.000 feriti.

Tranne qualche atto di valore derivante dalla decisione di singoli ufficiali la guerra divenne lo strumento per tradire il Popolo italiano.
Gli alti comandi dopo aver perso volutamente l’Africa, il 10 luglio 1943, segnano la resa di Pantelleria, questi alti ufficiali avevano trascinato la guerra in una situazione disperata.

E’ in questo clima che alcuni membri del Gran Consiglio si riuniscono privatamente il 15 luglio  nella casa di Ciano (genero di Mussolini) e qui che Bottai propose di usare il Gran Consiglio come  base del pronunciamento contro Mussolini. Dalla villeggiatura Dino Grandi arrivò a Roma il 22 luglio e subito ebbe una serie di colloqui, con i cospiratori, avuto i quali per tutta la giornata del 24 luglio rimase chiuso in casa a preparare il suo “Ordine del Giorno”, da porre in discussione nel Gran Consiglio, il quale negli anni di guerra non era mai stato convocato.
I membri, cospiratori, chiesero a Mussolini, la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo motivandola con la gravità della situazione bellica. Costatata l’insistenza Mussolini, consapevolmente concede la riunione del gran Consiglio nella notte tra il 24 e il 25 luglio, la quale avvenne in una atmosfera tragicamente ferma, immobile addirittura, dove si scontravano quattro diversi gruppi.
I cospiratori permisero al re di sbarazzarsi di Mussolini, che fece catturare il 26 luglio nella sua residenza, dove Mussolini si era recato per rassegnare le  proprie dimissioni da  Capo del Governo.
Con la stesa viltà dell’ottobre del 1922 il monarca, per mantenere il potere si era asservito al nemico del Popolo.

Oggi possiamo considerare ogni genere di valutazione, precisazione e giudizi di validità storica, ma, la verità è che la terribile dittatura Fascista  veniva fermata dal voto di 19 traditori al servizio del vile monarca.  

A seguire l’elenco dei 19 traditori del Fascismo che nel Gran Consiglio del  25 luglio 1943 votarono contro il governo Mussolini.
01) Dino Grandi,
02) Giuseppe Bottai,
03) Luigi Federzoni,
04) Galeazzo Ciano,
05) Cesare De Vecchi,
06) Alfredo De Marsico,  
07) Umberto Albini,
08) Giacomo Acerbo,
09) Dino Alfieri,
10) Giovanni Marinelli,
11) Carlo Pareschi,
12) Emilio Debono,
13) Edmondo Rossoni,
14) Giuseppe Bastianini,
15) Annio Bignardi,
16) Alberto De Stefani,
17) Luciano Gattardi,
18) Giovanni Balella,
19) Tutilio Cianetti.

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