17 maggio, il giorno che celebra la vergogna.

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17 maggio, il giorno che celebra la vergogna.

Messaggio  Admin il Mer 17 Mag 2017, 23:11


È l’ora di dire basta ai governi corrotti i quali in cambio di pochi voti pretendono di far passare un falso messaggio di condanna dell’omofobia da parte della  maggioranza dei popoli del mondo.

Un falso che ha spinto il parlamentino italiano ad approvare una legge che permette il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
I sinistrorsi, per pochi voti hanno rinnegato la loro storia catto-comunista.
Storia comunista, che ebbe inizio con la caduta dello Zar di Russia, il quale tollerava l’omosessualità - come il Fascismo - se questa restava sopita nella riservatezza (dal 1706, infatti, chiunque era scoperto in un rapporto omosessuale era condannato a morte, attraverso il rogo), mentre per il potenti dell’Urss, l’omosessualità, era incompatibile con lo Stato dei soviet.

Purtroppo, nel ventennio Fascista i rapporti omosessuali erano sanzionati (solo) con il confino, quali atti contrari alla moralità, mentre nell’Unione Sovietica, fino al 1991 (temendo di calpestare il concetto della "difesa della famiglia tradizionale russa"), bastava scoprirsi omosessuale per essere condannati al carcere o ai lavori forzati nei gulag, dove venero inviati, specie in inverno quando le temperature raggiungevano i quaranta gradi sotto zero, milioni di persone per i motivi più disparati, compresa l'omosessualità. Trovando di solito la morte.

Negli anni trenta con l’ascesa al potere di Stalin, furono introdotti nuovi articoli contro l’omosessualità in tutti i codici delle Repubbliche sovietiche. Col decreto del 17 dicembre 1933 e la legge del 7 marzo 1934, l’omosessualità divenne un gravissimo reato. Secondo l'articolo 121 del Codice penale della Repubblica Sovietica Russa, l'omosessualità (muzhelozhstvo) era punibile con la privazione della libertà per un periodo di 5 anni, il comma 2 dello stesso articolo 121, aumentava la privazione della libertà fino a 8 anni in caso di uso o minaccia d'uso di violenza fisica, o di sfruttamento della posizione dipendente della vittima, o di rapporti con minorenni.

Nel 1936 il commissario del popolo per la giustizia Nikolai Krylenko, affermò che: « l'omosessualità è il prodotto di decadenza delle classi sfruttatrici, che non hanno niente da fare, in una società democratica fondata su sani principi, per tali esseri non c'è posto. »

Lo Stato comunista giunse a considerare l'omosessualità "controrivoluzionaria" una "manifestazione della decadenza della borghesia", tanto che nel 1952 fu scritto nella Grande enciclopedia sovietica: «-L'origine dell'omosessualismo è collegata alle circostanze sociali quotidiane; per la stragrande maggioranza della gente che si dedica all'omosessualismo, tali perversioni si arrestano non appena la persona si trovi in un ambiente sociale favorevole. Nella società sovietica con i suoi costumi sani, l'omosessualismo è visto come una perversione sessuale ed è considerato vergognoso e criminale. La legislazione penale sovietica considera l'omosessualismo punibile, con l'eccezione di quei casi in cui lo stesso sia manifestazione di profondo disordine psichico-».

Mark Serejskij, perito medico, scrisse nella Grande enciclopedia sovietica che: <<-l’omosessualità è una malattia difficile se non impossibile da curare->>, ed ancora  «- La legislazione sovietica non riconosce reati cosiddetti contro la morale. Le nostre leggi partono dal principio della difesa della società, e quindi prevedono una punizione solo in quei casi in cui l'oggetto dell'interesse omosessuale sia un bambino o un minorenne... -»  

Se Serejskij, definì l’omosessualità una grave malattia il famoso psichiatra Vladimir Michajlovič Bechterev, testimoniando, durante un processo a carico di un omosessuale, come perito, dichiarò che "l'ostentazione pubblica di tali impulsi... è socialmente nociva e non può essere consentita".

Noi Fascisti, continuiamo a ritenere l’omosessualità, sessualmente, un fattore del tutto riservato, per questo riteniamo vergognoso che, questa Europa d’abbattere il 26 aprile 2007, abbia dichiarato il 17 maggio la Giornata internazionale contro l’omofobia e contro ogni forma di atteggiamento pregiudiziale basata sull’orientamento sessuale.

Verrà il giorno che politicanti e burocrati, responsabili di tutte le leggi, formulate in questa falsa “democrazia “  contro il Popolo, pagheranno caramente la loro arroganza.
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