Gli errori del Fascismo.

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Gli errori del Fascismo.

Messaggio  Admin il Lun 11 Set 2017, 20:17


Il Fascismo ne ha commesso errori, fra essi gli accordi - detti Patti Lateranensi - di mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e la Santa Sede sottoscritti l'11 febbraio 1929, grazie ai quali per la prima volta dall'Unità d'Italia furono stabilite regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede, con i quali si riconobbe la religione Cattolica, quale religione di Stato.

Religione che, ieri e oggi, come i navigatori va dove la porta il vento. Il Fascismo venne ripagato per aver sottoscritto quell'accordo con la contrapposizione ad esso dell'Azione Cattolica, e con l'ancora più grave pretesa di sottrarre allo Stato educazione delle giovani generazioni.

Caduto il governo Fascista e abbattuto il monarca, questa falsa “democrazia” fa propri gli accordi che il malevolo Fascismo aveva sottoscritto, il Vaticano ringrazia. Lo fa modificano i suoi dettami attraverso il Concilio Vaticano Secondo, abbandona parte dei secolari dettami dei testi Sacri, e soprattutto permettendo lo sfascio delle famiglie tradizionali attraverso l'introduzione del divorzio e dell'aborto. Passati attraverso referendum popolare raggiungendo il quorum con la consequente vittoria dei No.

A questo segui il 16 ottobre 1978 l'elezione di Karol Jòzef Wojtyla, il quale prese il nome di Giovanni Paolo II, un pontificato che sin dal principio intraprese una vigorosa azione politica e diplomatica contro l'oppressione del comunismo, divenendo il maggiore artefice del crollo dei sistemi del socialismo reale ma, nel contempo stigmatizzò le democrazie capitaliste antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa d'ingiustificata sperequazione fra i popoli e lesivi della dignità dell'uomo.
Il suo pontificato fu fortemente moralizzatore; si oppose fermamente all'aborto e all'eutanasia e confermò l'approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana.
Il 19 aprile del 2005 viene eletto Joseph Aloisius Ratzinger, che prese il nome di Benedetto XVI, il quale, tento di riportare la Chiesa all'osservanza del Concilio Vaticano Secondo, rilegando ad esso il ritorno ad una liturgia maggiormente legata alla tradizione della Chiesa. Dimessosi senza alcuna spiegazione il 28 febbraio 2013, verrà sostituito il 13 marzo da Jorge Mario Bergoglio, che assume il nome di Francesco, il quale proviene dal potente ordine dei Gesuiti, che per la prima volta ha ottenuto un suo esponente ad assumere la carica papale.
Da questo momento avvengono avvenimenti sconvolgenti: mentre tutte le Religioni diffuse sul nostro pianeta si basano su Dogmi immutabili nei millenni, veri o falsi che siano, la Chiesa Cattolica, invece, abbandona l'insegnamento di Gesù, sembra improvvisamente pronta a farne eccezione, modificando la Dottrina, che dovrebbe essere eterna, pur di andare incontro alle mode, alle voglie ed ai vizi dei governi.
Questo “Papa” appassionato più di politica che di religione dichiarando “non esiste un Dio dei cattolici”, fa nascere una nuova Religione di comodo secondo la quale tutto è permesso, tanto Dio è buono e perdona tutto.

Per l’alta carica che ricopre con i suoi comportamenti disdicevoli, con dichiarazioni, atteggiamenti ed accostamenti dottrinari, quanto meno sorprendenti, e ancor più per le sconcertanti aperture all’Islam, Bergoglio sta seminando confusione, errore e sconcerto tra quei pochi Cattolici che ancora si riconoscono nella vera Fede e nelle Scritture. Il suo pietismo ha lo scopo malcelato di riunire un giorno tutte le religioni semitiche in un’unica religione.

Con lui inizia una nuova era dell'anticristo?

La Chiesa di Bergoglio, ”si contrappone ai Cattolici sul tema dell’immigrazione, descrivendo l’Europa come un Bengodi, un paese delle meraviglie opulento e sazio, dove c’è ricchezza per tutti, capace di assorbire masse di persone che, per fame, hanno il diritto assoluto e indiscriminato di emigrare nei nostri Paesi. Come se fosse vero che il flusso migratorio è veramente scatenato dalla fame, se cosi è, si dovrebbe affrontare lì il dramma del cibo, non costringere gli affamati a sradicarsi dalle loro terre mettendosi nelle mani dei mercanti di morte.

Per Bergoglio, noi saremmo egoisti, quindi ci accusa di negare il benessere a milioni di africani affamati che vogliono venire sulla nostra terra (saremmo colpevoli perfino dei loro naufragi in mare).

Il viaggio bergogliano a Lampedusa, nell’ottobre 2013, è servito a lanciare il disastroso messaggio che di fatto suonò, come un implicito invito a partire per migliaia di africani, e come ordine di abbattere le frontiere per l’Italia e l’Europa (ma non per il Vaticano).

Eppure la Chiesa, a differenza di Bergoglio, ha sempre insegnato diversamente.
Giovanni Paolo II per esempio proclamò che “il diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione”.
Benedetto XVI ribadì: “Nel contesto socio-politico attuale… prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra”.

Bergoglio, al pari dei suoi predecessori dovrebbe ricordare la leggendaria costruzione della torre di Babele di cui narra la Bibbia nel libro della Genes: 11.1-9.

Quel racconto biblico scriveva: <>.

La torre in mattoni, fu costruita sul fiume Eufrate, con l'intenzione di toccare il cielo, e dunque di giungere a Dio.

Ma, Dio volle vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo e disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto hanno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scese dunque a Confondere la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Creò scompiglio nelle genti disperdendoli di là su tutta la terra, dando loro un nuovo aspetto secondo il continente che li avrebbe ospitato, ed essi cessarono di costruire la torre e l'intera città. Per questo la si chiamò Babele.

Se questa è la volontà di Dio non si spiega il dettame di (Papa Francesco) Bergoglio, il quale con il suo dire si rende del tutto estraneo al volere dell'onnipotente. La sua colpa più grande è quelle di promuovere il ritrovarsi dei popoli che Dio a suo tempo volle disperdere.

A noi cristiani ritorna in mente il famoso passo del Vangelo: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi ?”.
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