12 settembre 2017: la camera con il voto di 261 deputati rossi, ha messo in atto un nuovo complotto contro la comunità Fascista.

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12 settembre 2017: la camera con il voto di 261 deputati rossi, ha messo in atto un nuovo complotto contro la comunità Fascista.

Messaggio  Admin il Dom 17 Set 2017, 20:55


Un parlamento, a maggioranza comunista, che rappresenta il nulla, constato che la Corte Costituzionale, (anche se costituita da elementi votati o scelti da organi o elementi falsamente “democratici”), con la sentenza n. 1 del 2014 ha deciso di:

- dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 83, comma 1, n. 5, e  comma 2, del D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati);

- dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica);

- dichiarare l’illegittimità costituzionale degli art. 4, comma 2, e 59 del D.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.

Dichiarando, senza alcuna implicazione di fatto, che: “le elezioni tenute domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012. a quattro mesi dalla conclusione naturale della XVI legislatura, erano illegittime, perché illegittima era la legge n.270 del 21 dicembre 2005, la quale prevedeva  per la Camera dei Deputati che: “alla lista o coalizione che otteneva la maggioranza dei voti ma che non conseguiva 340 seggi gli venisse attribuito un premio di maggioranza su scala nazionale”. Tradotto in numeri, voleva dire che se la coalizione vincente non arrivava a 340 seggi, gliene venivano regalati tanti quanti ne mancavano per arrivare a 340 seggi, cifra che garantiva un margine di 25 deputati in più (55%) della maggioranza assoluta (316 parlamentari) dell'assemblea di Montecitorio, ad essi andavano ad aggiungersi i seggi eventualmente ottenuti nelle circoscrizioni estere.
Questi signor nessuno, nonostante la loro delegittimazione da parte della Corte Costituzionale sono rimasti incollati alle poltrone. Arrivando, persino, ad approvare in via definitiva il testo recante modifiche alla “irrilevante” seconda parte della costituzione.

Modifiche che non avendo superato la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna camera, dovevano di conseguenza essere sottoposto a referendum costituzionale, come previsto dall'art. 138 della costituzione. Consultazione popolare (la terza in questa falsa “democrazia), che si svolse il 4 dicembre 2016. Il 35% degli aventi diritto, residenti in Italia e all'estero, sempre più coscienti   dell'inutilità del proprio voto non si recarono ai seggi, mentre la maggioranza (59,12%) del  restante 65% votando No, respinse il testo approvato, definitivamente il 12 aprile 2016, dalla ormai assodata illegittima camera dei deputati. La vittoria del No, come promesso da Matteo Renzi,  doveva portare gli italiani alle elezioni anticipate per eleggere un nuovo parlamento. Renzi si dimesse da presidente del consiglio, mentre i parlamentari, seppur  delegittimati, anche dal Popolo, restare per la seconda volta incollati alle poltrone.  

Incollatura che ha permesso un ulteriore attacco agli Italiani che non si sono arresi.
Infatti, dopo oltre un mese di ferie, 261 deputati, presenti alla camera al momento del voto, dei 344 assegnati alla compagine rossa, hanno approvare, a tamburo battente, il Ddl che introduce un nuovo reato penale, quello  di propaganda del regime Fascista.  
Tutti contenti: in particolare il parlamentare (con doppio passaporto) Emanuele Fiano, primo firmatario il quale, passando la palla al Senato. gioisce per la prima approvazione.  

Un altro colpo di mano contro la comunità Fascista.

Il Ddl approvato alla camera dei deputati introduce l’art. 292-bis nel codice penale, nell’ambito dei delitti contro la personalità interna dello Stato; articolo recante «Propaganda del regime fascista e nazifascista». Con la disposizione appena passata all’esame del Senato si vuole punire chi «propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità». Pena prevista: dai sei mesi ai due anni.

Quei 261 parlamentari rossi, colpiti da forme patologiche di odio, di psicosi e di fobia, hanno votato un Ddl che ha tutta l'aria d'essere, un testo che serve solo ad esorcizzare le loro paure. Troppi i loro fallimenti, a partire dall'internazionale socialista definitivamente sconfitta dalla globalizzazione e dalla forma capitalista che esporta, persino, il regime  Cinese.
Con questo ulteriore provvedimenti i rossi vorrebbero cancellare la storia italiana di oltre un ventennio. Lo scopo far scordare il loro fallimento collegato ai regimi comunisti, i quali come loro erano abituati ad incarcerare gli oppositori, utilizzando Gulag e Manicomi criminali.  

Lo straniero “italiano” primo firmatario del Ddl,  intervistato dall'Agi, ritiene che c'è un pensiero, quello fascista, che non è lecito pensare e quindi va punito. Da sei mesi a due anni, nel tentativo di rassicurare  i  veri democratici,  dice: <<-nessun intento liberticità, ma solo la necessità di mettere un freno ai rigurgiti neo Fascisti e al ritorno dell''ideologia di estrema destra, '<<-nè io nè il Pd vogliamo in alcun modo punire le idee o le opinioni - garantisce Fiano - tanto è vero che la legge non punisce chi, ad esempio, si dice mussoliniano o fascista (nel suo intimo aggiungiamo noi di Liberapresenza), ma chi fa propaganda fascista.  Secondo l'onorevole "va bene fare una campagna culturale nelle scuole, ma nel frattempo è necessario porre dei limiti a chi oltrepassa determinati paletti imposti dalla democrazia stessa. In democrazia non si può fare tutto, la democrazia stessa richiede dei paletti, in particolare per quelle idee che contrastano la democrazia stessa"." La legge Scelba del '52 era attuativa di disposizioni costituzionali sul divieto di riorganizzazione del partito fascista e a quelle disposizioni viene ricollegata dalla magistratura – dice Fiano - Oggi, invece, si assiste a innumerevoli manifestazioni di propaganda di quel regime, senza che tuttavia vi sia l'intento di ricostituire quel partito, ma si tratta - scandisce Fiano - di fenomeni che sono altrettanto pericolosi, e questo a prescindere appunto dalla volontà di ridare vita a un determinato partito".

Secondo Fiano, questo nuovo rigurgito fascista deriverebbe dalla crisi economica, dai problemi dell'immigrazione massiccia e dall'incapacità della politica di trovare delle risposte. "Tutto ciò - sostiene il deputato rosso- ha creato sentimenti fortissimi di rabbia verso chi governa, a prescindere dal colore politico e ha aumentato l'odio nei confronti dei partiti tradizionali e, in generale, delle istituzioni e dello Stato. Questo è il terreno migliore in cui attecchisce l'ideologia di estrema destra e fascista. Tanto è vero, e faccio anche autocritica, questi fenomeni sono anche in Italia più attivi nelle periferie delle città, dove il disagio è più forte e la sinistra ha perso radicamento".

In sostanza il Ddl di Emanuele Fiano, è una mannaia non solo su chi  cerca di ricostituire il partito fascista,  compra o vende qualche gadget del Duce andando contro la  legge, ma pure contro quei Partiti o Movimenti non di sinistra che aiutano il Popolo ad ottenere più diritti e a chiedere più democrazia.

Questo forum non ha mai nascosto il suo intendo di unire i tanti Camerati in un'unica forza politica capace di promuovere una nuova Democrazia, quella partecipata, in sostituzione dell'attuale falsa “democrazia”. E nel contempo non si è mai dimostrato ostile nei confronti dei cittadini come Fiano, di razza ebraica, pur postando scritti contro lo Stato d'Israele e sopratutto contro l'internazionale sionista, la quale nel tentare di giungere ai propri scopi irradia Odio da ogni escrescenza.  Il nostro non è un accomodamento tra i loro  e i nostri trascorsi ma, una posizione radicata nel profondo della storia.

Ad esempio, non abbiamo mai ritenuto le legge razziali del 1938, un errore, quelle leggi furono la risposta all'arrogante tradimento che i sionisti misero in atto contro il governo italiano, tradimento che porto all'asservimento dei  quasi 40.000 ebrei italiani al governo d'Inghilterra, purtroppo quelle leggi  colpirono  donne e uomini ignari d'essere stati svenutoti per un tozzo di terra.

Eppure quello che Fiano, definisce un terribile regime nel 1930 sottoscrisse (dopo quello con la Chiesa Cattolica) il primo concordato tra lo Stato italiano e gli ebrei. Una commissione composta da tre rappresentanti degli ebrei e tre giuristi italiani varò un concordato in cui, scrive De Felice, «il governo fascista accettò pressoché in toto il punto di vista ebraico». All'epoca il presidente del consorzio ebraico, Angelo Sereni, telegrafò a Mussolini «la vivissima riconoscenza degli ebrei italiani» e sulla rivista ebraica Israel Angelo Sacerdoti definì la nuova legge «la migliore di quelle emanate in altri Stati».
A quanti ci ricordano le “infami” leggi razziali, diciamo, ricordatevi pure di questo: e chiedetevi cos’è successo nel frattempo negli anni (1936 e 1939), e a cosa attribuire il cambio di passo…

Ottenuto quanto promesso dagli inglesi ai sionisti è rimasto solo l'odio. Un odio che  ancora oggi si scontra con la storia Fascista, contro  la quale on. Fiano (ebreo, “come tanti” con doppio passaporto), dopo  74 anni continua a dare sfogio, presentando un Ddl contro chi ancora oggi si dice Fascista. Una minoranza di Popolo che, siamo certi non solo non si arrenderà ma, continuerà la lotta per divenire maggioranza.

A dire il vero è da 74 anni che i traditori aggrediscono la comunità Fascista, dimostrando di temere il confronto con la storia, nel 1952 attraverso la famosa legge Scelba,  n. 645/1952,  con la quale si colpiscono «-coloro che promuovano o organizzino sotto qualsiasi forma la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto regime fascista e coloro che pubblicamente esaltino principi, fatti o metodi del fascismo; seguita dalla legge Mancino, n. 205/1993 che colpisce, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La legge punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici.  

Il Ddl approvato dalla camera il 12 settembre 2017, inzuppato nell'odio   dell'ebreo (rosso) Fiano,  intende introdurre la condanna di fatti minori ed estemporanei, che oggi non sono punibili, come il saluto romano (individuale), o  il possesso di pubblicazioni e immagini del Ventennio Fascista. Una nuova imposizione contro chi lotta questo sistema, da  sanzionare con la galera.
Nei fatti la  paura dei rossi di avere torto fa novanta!
Ormai in Italia viviamo sotto un regime di Buffoni. Le democrazie degne di questo nome non hanno paura delle idee: le combattono, non le vietano. L'essere anti pur sapendo d'essere niente, è naturalmente anche un calcolo politico, sotto il cui ricatto viviamo ormai da più di trequarti di secolo.

Siamo certi che l’effetto che produrrà questa nuova legge nei nostri ragazzi è quello di alimentare in loro il fascino del proibito, mentre nell’opinione pubblica la convinzione di vivere sotto un regime liberticida, che ha paura delle opinioni e non si cura delle vere necessità e priorità del popolo.
Mentre chi conosce la storia, ha passione di verità, il desiderio di riaffermare con forza caparbia l’altra metà negata della storia.

Nessuno pensi però che noi Fascisti saremo colpiti da una qualsiasi forma di rabbia o di amarezza perché viene stuprata ancora una volta la verità, la storia, il rispetto umano, noi continueremo a perseguire il nostro obbiettivo, che resta  sempre uguale. Quello di abbattere il liberalismo, restituendo ai popoli la libertà d'essere felice.

Con questo preciso intendo rivolgiamo a tutti i Camerati un ulteriore invito a ritrovarci.

È per la terza volta ci sobbarchiamo la fatica di levare la nostra voce spregiudicata fra le torme opposte promuovendo la nostra fede nuova ed antica.
I Camerati sappiano che questo Forum resterà una libera palestra per quanti non hanno intenzione di  arrendersi al nuovo sopruso: qui troveranno diritto di cittadinanza tutti.

Chi ci fa schifo. Sono tutti i conservatori, qualunque sia la loro etichetta. E quelli che si dicono rivoluzionari ma sono più degli altri attaccati all'attuale sistema come l'ostrica allo scoglio, non come l'edera alla quercia, perchè questa è fedele, l'altra è solo idiota. Perisca il mondo purchè la formula si salvi, purchè sembri intatta la coerenza, che è l'arteriosclerosi dell'intelletto. Chi pensa che chi non ha bisogni è più coerente sappi che, nulla è più coerente di un sasso. Ma la coerenza vera dell'animo è la continuità di un sentimento nobile attraverso il variar degli eventi ed il mutare delle maniere e degli atteggiamenti che debbono plasmarsi su la forma mutevole della realtà.

Noi vogliamo perciò che questo libero forum sia aperto a tutti, ma abbia un suo pensiero centrale e dominante, che in noi non è frigido intellettualismo o dottrina scolastica, ma sentimento in-perpetua vibrazione, fede anima e passione, fiamma viva che purifica e rinnova.

Noi miriamo a sindacalizzare il parlamento, Crediamo all'ascensione del Popolo, al diritto rivoluzionario delle categorie di autogovernarsi, alla loro capacità di dominio. Ma rivoluzione dev'essere, non livellamento fratesco, non imbarbarimento o negazione, bensì superamento miglioramento perpetuo, forzo di virtù e di cultura. Le categorie debbono conquistarsi il loro diritto rivoluzionario acquisendo e perfezionando la loro capacità politica integrale; quanto valgono più e meglio del regime che pretendono di soppiantare.

Sindacalizzare il parlamento non vuole imporre alla società l'abito bello e fatto, allestito da maldestri sarti, vuol dire non demolire se non rifacendo pezzo a pezzo l'edificio sociale: non interrompe l'opera produttiva, ma volerla più intensa e più consapevole.

Se noi Fascisti siamo Italiani, indicibilmente Italiani, appunto e soprattutto perchè rivoluzionari, perchè figli di questa terra che diede al mondo il pensiero tormentato di tutte le rivoluzioni liberatrici e che pagò, come oggi,  con lunghi secoli di servaggio politico la sua prodigalità immensa di pensiero e di idee regalmente donati, disinteressatamente, a tutti i popoli.

La nazione è il più grande sindacato, che si riconosce nell'interesse comune di tutti coloro che soffrono lavorano e producono in un territorio segnato dai limiti di una storia di una lingua di un pensiero eterno.

Riaffermare la nostra persuasione in un divenire sociale che affratelli tutti gli Italiani in una comune opera, espellendo gli stranieri che sono gli improduttivi, suscitando, secondo le nostre modeste forze, l'italianità della politica, dell'arte, delle lettere, del pensiero scientifico sarà nostro duplice compito che proseguiremo sereni e convinti, animati da una filosofia energetica volitiva e temperata del buon gusto originario della nostra terra.

Il nostro impegno sarà continuo, contro i partiti falsi e ottusi, contro il gran mostro divoratore dello Stato, contro il luogo comune e l'utopia balbuziente, contro il vecchio e quel che rapidamente invecchia perchè privo di linfa di giovinezza.
Pochi audaci e liberi gettiamo il grido di sfida, che fu già un'altra volta raccolto da quella minoranza fattiva, di combattenti del bene, che soli animati da un fervido idealismo rivoluzionario resero consapevole il processo delle cose e della vita.

A questo intendimento ci manterremo fedeli senza voltaci indietro per lusinghe o per minacce, con infinita modestia e con non
misurabile orgoglio, inchinandoci solo alla realtà del mondo e all'azione in esso.

Ad essere morto è il sindacalismo rosso. Il sindacalismo parlamentare è destinato a rinascere. La storia prepara le sue vendette, nobili vendette, perchè feconde di bene. In questo momento di cupo tumulto, di incertezze frenetiche, di appetiti impotenti, di passioni pavide e di subdole reazioni contro il nostro pensiero. Che come il genio si presenta alla nostra gente per combattere il presente.
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