Marzabotto – 65 Futa: Un'altra occasione persa per tacere!

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Marzabotto – 65 Futa: Un'altra occasione persa per tacere!

Messaggio  Admin il Mer 29 Nov 2017, 22:14


Perdendo un'ulteriore occasione per tacere, ancora una volta gli organi di informazione hanno servito al meglio il Padrone.  

Il 12 novembre 2017 a Marzabotto si giocava il derby tra due squadre di seconda categoria, Marzabotto 2000 – S.S.D. 65 Futa, un incontro di calcio in cui la Marzabotto 2000 partiva avvantaggiata considerato la posizione in classifica, tant'è che è passato immediatamente in vantaggio ma, quel gol non gli è stato sufficiente per Vincere!
La squadra ospite nonostante aveva perso più partite – da qui il punteggio più basso in classifica - non solo ha pareggiato, ma grazie a E.M.L. ha sconfitto per 1 a 2 il Marzabotto.
Un 25enne, forte nello spirito che gioca il calcio dilettanti con maggiore entusiasmo dei campioni. L'entusiasmo del sacrificio profuso in lui dall'ideale politico, lo stesso ideale che nonostante tutto continua a germogliare, per questo dopo aver segnato il gol della Vittoria corre  verso la tribunetta dei tifosi della sua squadra, porgendo il braccio al  cielo e sfoggiando una t-shirt con la bandiera italiana in cui era impressa l'aquila della Repubblica Sociale Italiana, gesti scaturiti, più che dalla  fede politica, dall'impeto del momento.
L'accadimento viene ripreso dal quotidiano “sionista” La Repubblica, è  riportato a lettere cubitali.

APRITI CIELO!

Quanto accaduto, nell'irrilevante campionato (provinciale) di calcio, immediatamente viene trasformato dagli organi d'informazione (carta stampata, televisione e Web) da un mugugno ad uno scandalo internazionale.
   
Si scomoda persino il, sinistro, ministro dello sport Luca Lotti, il quale nel totale asservimento politico ha detto: "È inaccettabile ciò che è avvenuto durante una partita di calcio a Marzabotto, un luogo simbolo di un'immane tragedia che merita il rispetto della memoria. Un gesto che non va sottovalutato ma condannato con fermezza. Non bisogna mai abbassare la guardia".

Al ministro si è unito il presidente della Lega Calcio (Figc) Carlo Tavecchio, il quale in merito all'incontro valido per il campionato di Seconda Categoria tra il Marzabotto e la squadra Futa 65 ha ritenuto  grave il comportamento del giocatore che avrebbe fatto il saluto romano togliendosi la maglietta da gioco per esibire ai tifosi una t-shirt con la bandiera della Repubblica Sociale Italiana,  aggiungendo: “è un fatto inqualificabile in un luogo simbolo della violenza nazifascista. Ho parlato al telefono con il presidente del Comitato Regionale Emilia Romagna Paolo Braiati, sollecitando un intervento immediato per consentire alla Giustizia Sportiva di prendere provvedimenti". Da qui il Comitato Regionale Emilia Romagna della Lega Nazionale Dilettanti informava in una nota di aver “prontamente inviato gli atti alla Procura Federale per le decisioni conseguenti”.

Annuncio che spinge nel panico La società 65 Futa, la quale ha prontamente pubblicato una nota su Facebook  in cui si prendono le distanze dal gesto e si specifica che nessuno era a conoscenza della maglietta indossata dal calciatore E. M. L., "ribadendo l'estraneità al fatto, la Società Futa 65 comunica inoltre che il calciatore in questione è già stato sospeso dall'attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente".


L'entusiasmo per il gol partita seguito dal gesto contestato dai soliti ignobili falsi “democratici” ha indotto il giovane calciatore del 65 Futa, E.M.L., probabilmente poco abituato ad essere colpevolizzato e insultato per la sua idea politica che, con quel gesto, doveva poggiare su una pietra miliare a disconoscerlo attraverso il suo profili Facebook, scusandosi e esprimendo il suo  "totale e sincero pentimento": "Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunità di Marzabotto. Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario".
Un atto di autocritica che nulla ha a che spartire con il Fascismo, essendo in uso (considerata l'assoluta assenza delle capacità riflessive) nel barbaro ambiente del sovversivismo rosso, un vero Fascista non l'avrebbe mai fatto. Il Fascismo insegna che ogni azione deve essere ponderata prima e qualora comportasse delle successive  conseguenze queste vanno messe in conto prima e accettate con responsabilità e spirito di ribellione.
Purtroppo E. M. L., con quel gesto non ha inteso fare un atto di Fede al Fascismo, ma ha solo voluto dimostrare, inconsciamente, la sua virilità.
Ancora una volta, ribadiamo che la comunità Fascista deve ritrovare l'unitarietà per contrastare l'antifascismo militante che da settantaquattro anni reprime il nostro rivoluzionario Ideale, di  Grandezza e Libertà.

BASTA MENZOGNE!
Il presidente della Lega Calcio (Figc) Carlo Tavecchio, parla di inqualificabile gesto esibito in un luogo simbolo della violenza nazifascista.

Tavecchio, incapace di soppesare le parole, da un giudizio che riteniamo sconsiderato e fuori dalla storia.

È lui che ha detto:

- “le questioni di accoglienza sono un conto. Le questioni del gioco sono altro” "L’Inghilterra individua i soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare. Noi, invece, diciamo che Optì Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio;

- "La sede della Lega Nazionale Dilettanti? Comprata da quell’ebreaccio di Anticoli" "Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada” ;  

- “Gli omossessuali? Teneteli lontano da me";

- la terra è notoriamente piatta: "Si pensava che le donne fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili".

Dopo queste dichiarazioni da dimenticare nei confronti di neri, ebrei, omosessuali e donne, si è reso responsabile della disfatta della Nazionale, è stato lui ad assegnare l'incarico a Giampiero Ventura quale CT dell'Italia, il quale è subentrato ad Antonio Conte subito dopo la conclusione dei Campionati Europei. Una scelta che immediatamente si è rilevata sbagliata, conclusa con lo spareggio perso con la Svezia, restando fuori del prossimo Campionato del mondo del 2018,

Carlo Tavecchio, non ha proprio nulla da insegnare ai Fascisti.
Fascisti che, purtroppo non hanno saputo mantenere la continuità politica con quel ventennio che tanto lustro ha dato all'Italia anche nel campo del calcio. Constatato che l'Italia, Fascista, non solo ha partecipato ai due Campionati del Mondo (prima che gli inglesi dichiarassero la guerra alla Germania) ma grazie all'incredibile credo l’ha vinti entrambe.  

A questo inutile essere ha fato eco il sindaco di Marzabotto Romano Franchi, eletto in una lista civica impregnata di rosso, il quale seguendo l’attuale corso della storia ha dichiarato: "La nostra comunità ha sofferto tanto a causa del nazi-fascismo, questo atto ingiustificabile è stato premeditato. L’amministrazione comunale procederà per vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo". Apologia del Fascismo che intendiamo ancora oggi perseguire in nome della verità.

Il sindaco di Marzabotto come tutti gli antifascisti vuole continuare a vivere di rendita, difendendo quelle carogne che, negli anni della R.S. I., si dettero alla macchia, per servire i guastatori inglesi, compiendo a loro fianco azioni banditesche contro i nazi-fascisti e le popolazioni del luogo, azioni che indussero (per paura) al silenzio una, sempre più larga fascia di cittadini.
Solo una piccolissima parte sosteneva convintamente le loro vili azioni, la maggioranza della popolazione temeva più la loro barbarie, che il Comando Tedesco. Questo permise a quanti si erano dati alla macchia di compiere azione di disturbo sempre più incisive, costringendo l'Esercito tedesco a rastrellamenti che di volta involta venivano contrastati con sanguinose imboscate. Questi fatti hanno portato il Comando tedesco, stanco di subire perdite materiali e umane, ad esortare le popolazioni ricadenti nei comuni delle pendici di Monte Sole  (Grizzana -6.236 ab-, Marzabotto -6.164 ab- e Monzuno -6.214 ab- in totale 18.614 abitanti), di smettertela (per paura o condivisione politica) di nascondere o dare appoggio ai banditi, asservitisi al nemico alleato, in caso contrario . Queste popolazioni,  si sarebbero esposte a gravi rappresaglie.

Rappresaglie che giunsero puntualmente tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944.

Il sindaco rosso di Marzabotto anziché ingannare i propri cittadini, dica loro quali vigliaccherie hanno compiuto i banditi rossi in risposta al Bando del Comando tedesco.

Per colpa di pochi vili, in quell'aria venne giustiziato (a seguito dell'annunciata rappresaglia da parte del Comando tedesco) il 10% della popolazione, la stessa percentuale che sosteneva i briganti rossi sui monti, purtroppo tra essi furono colpite donne, anziani e bambini, facenti parte dello stesso nucleo familiare.  

I terribili nazi-fascisti, subirono senza reagire per 13 mesi (dall'otto settembre 1943 all'ottobre 1944) tantissimi agguati vigliacchi, ai quali comunque ha risposto con meno  violenza degli eserciti Alleati.


Il sindaco rosso di Marzabotto, non può sconoscere le violenze dell'Armata rossa, la quale bruciava i territori appena l'occupati senza alcun motivo; né che l'esercito, Anglo-americano si è comportato ancor peggio, con bombardamenti aerei  a tappetto sulle popolazioni civili (specie tedesche) lasciandole morire di fame, né che assassinavano i giovani combattenti della resistenza  tedesca, chiamati Werwolf (guerrieri lupo), immediatamente dopo la resa o la loro cattura.

Altra cosa furono le rappresaglie tedesche, da quelle compiute dagli Anglo-americani, come dimostra uno dei casi meno eclatanti, avvenuto nel marzo del 1945, presso il castello di Hamborn, vicino Paderborn in Westfalia. In quel luogo, il generale americano Maurice Rose viene ucciso da un regolare soldato tedesco. La radio Anglo-americani, falsamente, riferì che fu un'azione dei "Partigiani" - Lupo mannaro", affermando che essi hanno "ucciso il generale colpendolo alle spalle". Come risposta, gli Americani massacrano 110 prigionieri tedeschi, che non c'entravano, assolutamente, con la morte del generale.

Si sa la storia, mentendo, la scrivano i vincitori, ma, questo non può giustifica la perenne delegittimazione del perdente il quale ha il diritto dovere di far conoscere la propria verità!

Anche questa volta i traditori hanno perso l'occasione per tacere!
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