"No" al 25 Aprile. Noi non scordiamo

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"No" al 25 Aprile. Noi non scordiamo

Messaggio  Admin il Lun 20 Apr 2009, 23:17



Alcuni ancora continuano, parlano di << pacificazione>>; <<Basta!, non né abbiamo bisogno: non abbiamo bisogno di pacificazioni ufficiali , perché ci siamo pacificati da noi>>.
Noi fascisti siamo stanchi e nauseati, dal sentirci a tutti i costi divisi. Sono i servi dello straniero - che continuando ad avversare il nostro risorgimento – accentua queste divisioni.
Chi s’accapiglia più per la Linea Gotica? La Linea Gotica è un ricordo ormai lontano, per un popolo – come il nostro – facile agli entusiasmi e alle dimenticanze. Se non ci fossero Comunisti e Parlamento, o i giornali a riaprire e ad inasprire la ferita dell’8 settembre, quasi non ce ne avvederemmo più.
Questa festa annosa, forse pericolosa ( perché ringalluzzisce i bolscevici nostrani), sempre tediosa e stucchevole, serve, solo ad un inutile esaltazione della resistenza comunista.
Il popolo italiano si è pacificato in buona parte da sé. Il processo di unione degli italiani – favorito anche dall’atteggiamento altamente responsabile dei reduci della R.S.I. (ed il Maresciallo Graziani, proprio con il Patto di Cassino, ne fu l’avanguardia) – è gia da tempo maturo. Ma le sfere della politica ufficiale - e in ciò consiste il problema – non se ne vogliono accorgere, non vogliono ammetterlo.
Quella Linea Gotica, che la stragrande maggioranza degli italiani ha scavalcato e smantellato, viene mantenuta in piedi ad ogni costo da bolscevici e parte dei governanti. Lo straniero guarda, e se ne compiace. Guarda, e ne trae i <<suoi >> frutti. E i frutti – lo abbiamo visto ogni giorno sono amarissimi.
Si è riedificato pascendosi continuamente di tosco e di cicuta; danzando all’infinito sopra le tombe, e irridendo con sberleffi a quello che fu un tentativo sociale e nazionale tanto generoso e volenteroso, la costituzione della Repubblica Sociale Italiana.
Basta dunque con le celebrazioni del 25 Aprile, basta col provocare i familiari degli assassinati, basta con il continuare ad imporre la miseria e il disprezzo a quelli che sono rimasti.
Basta con le provocazioni - Signori della resistenza – se non volete che quel vento che voi seminate vi ritorni in tempesta. E la misura è veramente colma, saturi al massimo sono i nostri cuori di amarezza e di affezioni. E non sappiamo fino a qual punto la nostra umanità saprà far ricorso alla cristiana pazienza.
Signori della resistenza non volete accorgervi, che il popolo vi allontana e vi isola? Non vi accorgete che la Nazione sta camminando per altre vie che con siano le vostre, sta riprendendo la propria , vera strada della rivincita?

I reduci della R.S.I., sanno quel che di buono di vitale e di sacro hanno ereditato da quegli anni cruciali, sanno che il seme gettato avrà delle altre primavere.

Camerati: abbiamo tutti bisogno di una maggiore fiducia di un maggiore ottimismo, di una maggiore coesione, per andare incontro al domani.
Per ottenere questo, bisogna che la concordia tra di noi diventi un fatto politico, un clamoroso fatto politico. Bisogna spezzare le gambe ai politici di professione, agli sciacalli per il potere. Per questo ci vuole dedizione e volontarismo. Per questo, coloro che dalla divisione ad ogni costo tra camerati e camerati vogliono trarre o estendere la propria fortuna politica, non possono esse nostri amici nel viaggio.
Per questo denunceremo con inflessibile fermezza le mene, le speculazioni, gli intrighi dei troppi, che sotto lo scudo di un’intransigenza tanto formale quanto insincera, affiancano i traditori nella loro opera disgregatrice.
Noi siamo consapevoli del pericolo che incombe, per questo dobbiamo ritrovarci. Un’incontro che nulla rinnega e che a nulla rinuncia, una generosa confluenza di uomini e di volontà.
Affinché questa unione diventi un <<fatto>> nazionale, bisogna che le schiere di coloro che ci leggono e ci seguono, da schiere diventino legioni, da legioni, diventino fiumana.
Il popolo non tarderà a capire da quale parte stiano la buona fede e l’amore operante per la nostra Patria.


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FIAMMA TRICOLORE
22 aprile 2009
25 APRILE: ROMAGNOLI AL ‘CAMPO DELLA MEMORIA’ DI NETTUNO
Una rosa ai Caduti per l’Onore Il 25 aprile Luca Romagnoli, eurodeputato e segretario nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, si recherà al Sacrario "Campo della Memoria" di Nettuno, nei luoghi dove hanno lasciato la loro giovinezza, nella primavera del 1944, le salme di 72 caduti del battaglione Barbarigo della Decima Mas. Decine di targhe ricordano i caduti di molti altri reparti della R.S.I., in primis i paracadutisti dei battaglioni Folgore e Nembo, anch’essi impegnati nella battaglia di Anzio. Insieme a Raffaella Duelli e ad altri camerati, porteremo una rosa ai Caduti per l'Onore!

LA DESTRA
24 Aprile 2009
25 APRILE: STORACE A L'AQUILA/size]
"Storace" Per quel che lo riguarda ha deciso da tempo di partecipare all’iniziativa di solidarietà che per quel giorno ha promosso Gioventù Italiana a L’Aquila, dove saranno portati aiuti e potrà finalmente abbracciare i militanti che si sono trovati nell’inferno del terremoto a trascorrere ore terribili.

FORZA NUOVA
24 Aprile 2009
FORZA NUOVA: IL 25 APRILE CON I TERREMOTATI
Forza Nuova già dalla settimana scorsa ha annunciato che approfitterà della giornata di non lavoro del 25 aprile per portare altri 20 camion di generi alimentari, coperte, cibo e giocattoli per bambini, ai terremotati. L´iniziativa coincide con la visita del presidente del Consiglio Berlusconi al paesino di Onna, colpito dal terremoto, ma anche da una rappresaglia tedesca durante la seconda guerra mondiale. Berlusconi esce cosi´dall´ imbarazzo facendo e non facendo, quello che la sinistra gli chiede di fare. Forza Nuova che in alcune città ricorderà chi cadde "dall´altra parte" ha sempre sostenuto e sostiene che al centro della rinascita dell´Italia non ci sarà certo la mitologia della Resistenza e del 25 Aprile. Oggi gli Italiani ed i giovani in specialmodo, non si riconoscono in quel drammatiico momento in cui l´italia si divise e visse pagine indimenticabili di dolore e di sangue. Oggi pensiamo che l´italia debba andare avanti, superare la crisi etica ed economica, ritrovando certezza e ispirazione nell´antichissima Civiltà cristiana e romana che ha trasformato ogni lembo di questa terra in un tempio di Civiltà. Forza Nuova sarà quindi in Abruzzo a fianco del popolo che soffre e vuole ricostruire, lontano dalla politica dell´odio e della demagogia.
Roberto Fiore

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